Mercoledì 26 Agosto 2020

SAVINO DEL BENE SCANDICCI 4

IL BISONTE FIRENZE 1

 

SAVINO DEL BENE SCANDICCI: Stysiak 19, Malinov 2, Popović 11, Marković 1, Pietrini 12, Merlo (L1), Lubian 14, Carocci (L2), Cecconello 3, Šamadan 2, Drewniok 8, Bosetti 1, Courtney 10, Camera 1. All. Barbolini.

IL BISONTE FIRENZE: Enweonwu 9, Vittorini ne, Cambi, Lazic 7, Van Gestel 2, Alberti 10, Panetoni (L1), Hashimoto, Beliën 11, Guerra 26, Kone 1, Nwakalor 5, Venturi (L2). All. Mencarelli.

Parziali: 25-23, 25-15, 22-25, 25-18, 17-15.

A pochi giorni dal debutto ufficiale in Supercoppa Italiana – domenica 30 agosto a Cremona con Casalmaggiore – Il Bisonte Firenze è sceso in campo oggi pomeriggio a Scandicci per un allenamento congiunto (rigorosamente a porte chiuse) contro la Savino Del Bene: l’occasione giusta per fare le prove generali in vista dell’inizio della stagione, e anche per ritrovare le sensazioni dell’agonismo a oltre sei mesi dall’ultima partita ufficiale. Alla fine le scandiccesi si sono imposte in quattro dei cinque set giocati (l’ultimo a quindici come un vero e proprio tie break), ma tutto sommato il test è stato molto equilibrato se si eccettua il secondo parziale: coach Mencarelli è partito con Cambi in palleggio, Enweonwu opposto, Alberti e Beliën al centro, Van Gestel e Guerra in banda e Panetoni libero, poi nel corso dell’allenamento sono entrate anche Lazic (dal terzo set), Hashimoto, Venturi, Nwakalor e Kone (dal quarto).

LE PAROLE DI MARCO MENCARELLI - “Tranne il secondo set, nel quale mi sono un po’ arrabbiato, per il resto abbiamo fatto buone cose. In alcune circostanze abbiamo faticato a trovare l’intesa, ma tutto sommato quando il livello di attenzione è quello giusto riusciamo a toccare, a murare e a difendere molto bene. Ci sono delle situazioni su cui dobbiamo riflettere, ma ciò che mi fa molto piacere è che adesso c’è molta più chiarezza di idee sul lavoro da fare sia a livello individuale che di organizzazione. Sto cominciando a cercare un’identità più precisa della squadra, gli esperimenti non sono finiti qui, ma questo è un percorso che porterà a un assetto più definito”.